5 COSE DA SAPERE SULLA TENDINOPATIA

1) Che cos’è la Tendinopatia?

La tendinopatia è una condizione di dolore muscolo scheletrico caratterizzato da sintomatologia che origina dal tendine quando è sottoposto ad uno stress meccanico.

E’ una delle cause più frequenti di dolore muscolo scheletrico nello sportivo che può causare agli atleti che ne soffrono il ritiro dall’attività sportiva nella metà dei casi. Circa il 20% degli atleti soffre di tendinopatie, nella maggioranza dei casi sono uomini (90%). La tendinopatia non è una patologia riservata solo agli atleti ma si osserva con una certa frequenza anche nella popolazione generale.

2) Quando si sviluppa?

Il tendine è la struttura di connessione tra ossa e muscoli ed ha il ruolo principale di trasmettere le forze generate dai muscoli alle articolazioni per consentirne il movimento. Essendo un tessuto con lo scopo di trasmettere forze, le patologie del tendine sono strettamente correlate alla qualità del tessuto e al tipo di stimoli che riceve.

Il tendine infatti, al contrario di quello che si possa pensare, si mantiene in salute se continuamente sottoposto a stress. Non sempre però il tendine è in grado di rispondere adeguatamente allo stress meccanico al quale è sottoposto, questo avviene quando lo stress è troppo (si parla di overload) ma molto frequentemente anche quando è troppo poco (underload).

Nell’atleta per esempio, un tendine sano può iniziare ad andare incontro ad un processo patologico quando per esempio viene sottoposto a cicli di stress elevati e ripetitivi senza che gli si lasci il tempo di adattarsi adeguatamente alla nuova condizione. Progressioni di allenamento errate sono frequentemente la causa.

Un altro esempio frequente di sviluppo di tendinopatia è nel caso di un tendine esposto nuovamente al carico dopo un periodo di immobilizzazione in seguito ad una frattura. 

E ancora persone poco allenate che decidono di dedicarsi ad un’attività nuova, ripetitiva e prolungata senza esserne abituati a farlo.

Spesso casi di tendinopatia si osservano dopo un repentino aumento di peso. 

Esistono altri fattori di rischio di sviluppo di tendinopatia come l’età, il sesso, la genetica. Nonostante questi, la variazione di stress meccanico sul tendine sembrerebbero essere il fattore principale allo sviluppo della patologia tendinea.

3) Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è dolore acuto, localizzato sul tendine, raramente irradiato. 

Il dolore è tipicamente mattutino o dopo il riposo, spesso diminuisce col movimento. 

Non sempre è presente durante l’attività ma frequentemente il giorno dopo. Il dolore, che durante le attività a basso carico non è presente, può scatenarsi in caso di attività o gesti più intensi (come uno scatto o un salto o aumento di velocità nel cammino).

Frequentemente il dolore è accompagnato da tumefazione del tendine o di una porzione di esso, sensazione di calore e difficoltà motorie.

4) Come si fa la diagnosi?

La diagnosi di tendinopatia è effettuata principalmente con l’esame obiettivo del medico specialista. Talvolta può essere utile un’ecografia di conferma o una risonanza magnetica nel caso si voglia indagare con accuratezza lo stato del tendine.

5) Come si cura una tendinopatia?

Come in tutti i disturbi muscoloscheletrici, il trattamento dipende da diversi fattori. Nel caso delle tendinopatie quello che guida il trattamento è la fase della patologia.
In caso la patologia fosse in fase acuta e irritativa, il trattamento fisioterapico si concentra sulla corretta gestione dei carichi e sul trattamento della sintomatologia. Spesso è indicata terapia farmacologica antinfiammatoria e antidolorifica.
In questa fase, come in tutte le successive è assolutamente sconsigliato il riposo completo o l’astensione dal carico, in quanto potrebbe indebolire ulteriormente il tendine.
Progredendo verso il miglioramento dei sintomi, l’obiettivo principale è il recupero progressivo della forza del muscolo e la capacità del tendine di trasmettere le forze. Programmi di allenamento alla forza eseguiti lentamente e controllati, con utilizzo di sovraccarichi progressivi.
Man mano che sintomi e la funzionalità motoria migliorano si progredisce con lavori che permettono di ristabilire la capacità del tendine di immagazzinare energia con esercizi di potenza a bassa e ad alta velocità.
Nella fase finale il paziente sarà reintrodotto all’attività specifica (nel caso di uno sportivo) o all’attività più generale nel caso non lo fosse.

Ricapitolando, il trattamento delle tendinopatie è specifico rispetto la fase della patologia e dipende dal tipo di attività praticata. La progressione del trattamento richiede tempo, il tempo necessario al tendine di modificarsi e riacquisire le capacità meccaniche perse. Come già sottolineato precedentemente l’astensione completa dai carichi e il riposo prolungato non sono delle soluzioni efficaci, così come sottoporsi a programmi di trattamento passivi.

Vuoi maggiori informazioni o prenotare un appuntamento?

Chiama al nostro numero, mandaci una mail, o vieni a trovarci presso la nostra sede. Saremo lieti di rispondere alle vostre domande e fissare un appuntamento che vada incontro alle vostre esigenze.

Grazie, il tuo messaggio è stato inviato. Il nostro staff si metterà in contatto il prima possibile.
Si è verificato un errore durante l'invio. Prova di nuovo.